AIntologia (Oivil)



Non un manifesto, non un progetto da spiegare troppo, ma una raccolta di tracce già vissute più una che arriva adesso, come una lettera trovata in tasca dopo il bucato.
Dentro ci sono 10 singoli già usciti e un inedito. Non c’è il bisogno di inventare cantanti, personaggi o gruppi fantasma. Qui la voce è una, ed è reale.
Queste canzoni non chiedono di essere ballate. Chiedono tempo. Chiedono silenzio attorno. Chiedono di essere ascoltate come si ascolta una confessione che non ti riguarda del tutto, ma ti somiglia.
Se resta qualcosa, spero sia un’emozione che non fa rumore, ma scava.

Si parte con:

C.Q.F.P.
Una ballad malinconicamente allegra, con il sorriso storto di chi ha già capito come va a finire. La vita viene messa sul piatto, pesata, osservata senza sconti. Non c’è rabbia, solo una lucidità gentile. Sappiamo tutti chi vincerà, eppure continuiamo a giocare.

ECCOMI QUA
Una presentazione senza maschere. Ironica quanto basta per non prendersi troppo sul serio, sincera quanto serve per non mentire. È un “piacere, sono questo” detto guardando negli occhi, senza chiedere approvazione.

MARCO POLO
Un viaggio che non è geografico. È interiore, necessario, inevitabile. Un andare per capire e un tornare per ricordare. Il ritornello resta in testa come una domanda che non smette di bussare.

PAROLE AL VENTO
Ci sono amori che non tornano, ma tornano le sensazioni. Una voce, un odore, una sera qualunque. A volte basta ascoltare il vento per ritrovare qualcosa che pensavi finito.

IL TEMPORALE
Quelle nuvole le abbiamo viste tutti. Prima lontane, poi sempre più vicine. È il racconto di quando senti che qualcosa sta per rompersi e non puoi far altro che aspettare la pioggia, sperando di restare in piedi.

MI#
Una nota fuori scala, come chi fatica a non essere diverso. E poi c’è chi, al contrario, fa una fatica enorme a sembrare uguale agli altri. Un brano che parla di identità, di stonature necessarie, di coraggio silenzioso.

CHE COSA VUOI CHE DICA
Quando le parole finiscono e restano solo i fatti. O il vuoto. È la stanchezza di chi ha spiegato troppo, di chi ha già detto tutto e non sa più come farsi capire.

LA NOTTE
La notte non è solo buio. È anche passaggio. Anche le cose più brutte, i giorni più neri, prima o poi finiscono. Non per magia, ma perché il tempo, testardo, va avanti.

X MEN
Una canzone che mette distanza tra due parole spesso confuse. Disabile e diversamente abile non sono sinonimi. È uno sguardo diverso sul limite, sul talento, sulla forza che non sempre si vede.

SOLO LA TERRA
Un ricordo che non vuole sbiadire. Amatrice, L’Aquila e tutte le località colpite da quel devastante evento. Qui non c’è retorica, solo rispetto. La terra resta, anche quando tutto il resto crolla.

SE BEMOLLE
L’inedito.
Una nota abbassata di mezzo tono, come una vita che avrebbe potuto essere diversa con pochissimo. “Se solo fossi…” è una frase sospesa, che non si conclude mai davvero. È il rimpianto gentile, non quello che urla. È l’idea di ciò che non siamo diventati, ma che continua a suonare dentro.



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