Black Market Syndicate (Randy Adams)



Black Market Syndicate è il quarto album di Randy Adams e rappresenta una maturità compositiva che nasce dal bagaglio di esperienze accumulate negli anni, anche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa. Se The Silent Masquerade era stato un esperimento sonoro, questa nuova release risulta più lineare e accessibile al pubblico, pur mantenendo l’originalità che contraddistingue i lavori di Adams.

I brani, tendenzialmente lunghi, proiettano l’ascoltatore in un mondo fatto di gangster, whiskey e club fumosi: un’atmosfera ricercata sia sul piano musicale sia nei testi, con un’alternanza di vocalità e interpretazioni che arricchiscono ogni traccia.

Dopo una breve intro d’atmosfera, si entra subito nel vivo con la title track, Black Market Syndicate: sonorità inquietanti che si sviluppano fino a un ritornello estremamente catchy, capace di rimanere impresso. Si passa poi a Chicago By Night, un brano che rappresenta al 100% l’identità stilistica dell’album, grazie alle alternanze vocali e ai break jazz che spezzano e rinnovano continuamente l’atmosfera.

Segue Pure Love, il pezzo più “estremo” del disco, caratterizzato da blast beat nel ritornello e da un lavoro compositivo originale e distintivo, tipico della produzione di Randy Adams. Dopo un intermezzo più rilassante, arriva Contraband, un brano semplice e immediato che, sulla scia della title track, contribuisce a consolidare l’atmosfera dell’album.

Si prosegue con Molotov, in linea con le sonorità di Chicago By Night, e si chiude con il saliscendi di A Monster Among Us: uno xilofono “impazzito” che resta in testa a lungo.

In definitiva, ci troviamo probabilmente di fronte a uno dei producer più originali del panorama attuale, o quantomeno a uno dei più riconoscibili e distintivi.

Da ascoltare.



Valutazione: 3.2857142857143 stelle
7 voti