FORMAT
In questa pagina scoprirete i lavori che hanno contribuito alla crescita della scena della musica artificiale: video, format di intrattenimento, divulgazione sociale e molto altro. Troverete una breve bio dell'autore e le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questo percorso innovativo.
DEAD DAZE
Il lavoro fatto da Sergio Paolo Albano è un' espressione artistica che rappresenta appieno le opportunità dell'intelligenza artificiale mettendo al centro una domanda semplice quanto difficile nella risposta.
Fino dove ci possiamo spingere?
Un video "LIVE" dalla durata di 50 minuti ci proietta in una dimensione parallela nella quale osserviamo una performance musicale di artisti che non esistono che suonano e cantano per una platea inesistente.
Non è la pima volta, sia chiaro, ma un lavoro di questa portata con l'impegno e la dedizione ha smosso qualcosa.
Possiamo fare di più e approcciarci alla musica artificiale (grazie anche all'ausilio dei video) come una forma di intrattenimento, che se ben dosata, può portare a grandi traguardi.
Daze, nome d’arte di Sergio Paolo Albano, è un produttore e rapper italiano attivo tra hip-hop ed elettronica sperimentale. Nato a Torino e cresciuto artisticamente in Abruzzo, ha guidato la scena locale come fondatore e organizzatore dell’Abruzzo All Stars, storico contest di freestyle dei primi anni 2000.
Con album come Essenziale, 333, Remixland, Dazeland e Daze Vol.1, e il singolo Dead Daze con il brano Stanco oltre le 500.000 visualizzazioni, ha costruito un percorso solido tra produzioni personali e collaborazioni con Clementino, Paura, Tormento e ATPc Maxi B.
Fondatore delle etichette Roba Buona Label ed ED MUSIC, ha spaziato dal rap lirico al metalcore fino all’house.
Negli ultimi anni ha integrato l’AI nella creazione di videoclip, dando forma visiva alle proprie composizioni.
Oggi il suo studio di Francavilla al Mare è un laboratorio dedicato a progetti personali, dark e sperimentali.
IL SIMBOLO DEI DODICI
Max Mella, in arte Oblivion.
La passione per la musica nasce con lui: il padre era un musicista e, fin da bambino, la chitarra diventa una presenza naturale nella sua vita. Crescendo, quello strumento si trasforma nel suo mezzo di espressione principale, studiato con costanza dopo il lavoro, notte dopo notte.
Da sempre affascinato dal metal in ogni sua forma, nel tempo esplora diversi sottogeneri, spingendosi oltre i confini di uno stile unico.
Nel 2024 prende forma il progetto Oblivion, una sfida personale: unire la tecnologia alla musica “reale”.
Scrivere i testi, creare le basi partendo da una chitarra acustica e poi fondere tutto con l’AI gli permette di ampliare il proprio linguaggio creativo e di arrivare a uno stile riconoscibile, nonostante l’assenza di una band tradizionale e il poco tempo a disposizione.
La ricerca non si ferma mai. Il progetto continua a evolversi attraverso nuove idee e sperimentazioni, fino a incontrare un nuovo territorio: la letteratura.
Dalla scrittura di un romanzo giallo/dark nasce infatti un concept ancora più ambizioso: creare una colonna sonora originale per il libro: Il Simbolo dei Dodici.
Il lavoro si svilupperà in 12 brani, ciascuno dedicato ai protagonisti “cattivi” della storia.
Il numero non è casuale: i personaggi appartengono a una setta il cui simbolo è un cerchio che racchiude i dodici segni zodiacali. Ogni traccia racconterà il ruolo specifico di un membro all’interno della setta, trasformando musica e narrazione in un unico organismo.
Sarà un percorso lungo e complesso. Ed è proprio questo il suo fascino. E noi aspettiamo con ansia il suo lavoro1